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Con un manifesto pubblico, il gruppo consiliare d'opposizione "Cales 2000", formato dai consiglieri Nicola Merola, Alessandro Fattore, Ermanno Izzo e Alfonso Leone, quest'ultimo da tempo domiciliato a Roma, accusano l'amministrazione del sindaco Caparco di "addormentare il popolo di Calvi con balli e canti, in modo da non vedere la politica spudoratamente familiare…" Dopo aver accusato il "sistema impositivo della giunta Caparco, che specie con gli accertamenti ICI, spesso assurdi e cervellotici, ha sottoposto molti cittadini a lunghi, gravosi ed onerosi adempimenti a tutela delle proprie ragioni", il manifesto si sofferma sulla vertenza LPU e sul menefreghismo nell'affrontare la questione dei Lavoratori Socialmente Utili. Un anno fa 20 giovani lavoratori impiegati nella raccolta differenziata furono mandati a casa a beneficio dei lavoratori del Consorzio CE4. L'Amministrazione Caparco, dopo aver usufruito per un anno dei lavoratori del pacchetto Treu, al termine del finanziamento statale affidò il servizio ai lavoratori del consorzio per lo smaltimento dei rifiuti CE4, con rischi di scatenare una guerra tra poveri, tra le due tipologie di lavoratori. Il Manifesto prosegue condannando il comportamento della giunta nei riguardi della scuola, dove, manca addirittura il materiale per il buon funzionamento degli uffici scolastici. Alzando il tono dell'accusa il manifesto denuncia "il grande amore che il primo cittadino nutre per la sua famiglia…dopo l'apoteosi del grande fratello, assurto ai massimi vertici della carriera, mortificando le professionalità degli altri dipendenti comunali - prosegue il manifesto - viene ora il turno di altri due componenti della famiglia Caparco". Infatti fra diverse decine di concorrenti caleni al concorso per vigili, due parenti del sindaco Caparco sono gli unici ad aver superato la prima prova scritta del concorso. Infine rivolgendosi agli assessori Capezzuto, Cotecchia, Elia e Ventriglia, definiti allineati e coperti, il manifesto li accusa di "attaccamento alla poltrona" e ai consiglieri di Maggioranza di servile remissività in attesa di un rimpasto della giunta che gli consenta di raggiungere l'agognata poltrona. Il manifesto conclude biasimando la giunta comunale di non provare nemmeno un po' di vergogna, per la politica prettamente familiare che ha caratterizzato l'amministrazione Caparco in questi anni. Dopo un lungo periodo di letargo torna quindi a farsi sentire la voce dell'opposizione a Calvi Risorta. Se sono fondate le accuse del Manifesto non c'è da stupirsi che questa Amministrazione si sia sentita legittimata a compierle proprio per la totale inesistenza dell'opposizione che ha caratterizzato la politica calena negli ultimi anni.
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